Firenze

novembre 12, 2008

Il coordinamento nazionale del 8 novembre 2008 a Firenze si puòFire definire come un primo passo verso quello che potrebbe portare la classe intellettuale italiana ad avere un ruolo primario e storico nella vita politica del paese. In trecento, da più di venti atenei italiani, ci siamo riuniti nel tentativo di concretizzare un abbozzo di un primo coordinamento dell’Onda a livello nazionale. Purtroppo questo tentativo è risultato fallimentare da quest’ultimo punto di vista. Indubbiamente però, bisognerà continuare a lavorare con fervore affinché ciò avvenga. Abbiamo appurato che già a partire dalla nostra realtà un coordinamento di un singolo ateneo risulta essere di difficile realizzazione; tentativo del quale oggi possiamo parlare in positivo. Nonostante le difficoltà di percorso, delle quali tutti sappiamo, siamo arrivati ad essere un corpo unico. Abbiamo ottenuto risultati con lo sforzo e la fatica, talvolta sbagliando clamorosamente. Siamo giovani ed è giusto che si sbagli. Siamo universitari ed è giusto che da tutto questo impariamo qualcosa: gli errori servono nella misura in cui il nostro impegno va portato avanti con solerzia ed intelligenza. Ed è per questo che ora è più che mai necessario che tutto ciò su cui abbiamo lavorato serva d’insegnamento prospettico verso l’obiettivo finale; non dobbiamo arrenderci. A Roma potrebbe succedere ciò che non deve succedere e cioè sentire e parlare di realtà delle quali tutti siamo già a conoscenza e delle quali è inutile continuare a discutere in sede d’assemblea. Dobbiamo arrivare a Roma con idee chiare, precise e sintetiche. Dobbiamo portare un messaggio che sia accrescitivo e concreto, non semplicemente informativo come è stato a Firenze. Dobbiamo ritrovare in noi stessi e in tutti gli studenti di Padova e d’Italia la fiducia e l’idealismo che ci fa sognare un futuro migliore e la vittoria della nostra lotta non violenta. Siamo già Storia, cerchiamo di diventare importanti.

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Bankitalia e la crisi

novembre 7, 2008

In tutta Italia i cortei gridano: “Noi la crisi non la paghiamo”. Eppure abbiamo scoperto nei giorni scorsi che la stiamo già pagando, grazie a una norma contenuta nella legge 133 di cui ancora non si è sentito parlare nei media.

Dal 2003, infatti, 23 atenei sono passati, poiché virtuosi nei bilanci, ad un regime di tesoreria separata: questo significa che il fondo di finanziamento ordinario veniva depositato non più alla Banca d’Italia, ma in tranche bimensili presso la banca che i singoli atenei eleggevano a tesoreria, permettendo in questo modo all’ateneo di incamerare gli interessi attivi (si parla di qualche milione di euro).

La nuova legge prevede che dal 1 Gennaio 2009 il 100% dell’Ffo debba essere depositato alla Banca d’Italia, mentre i fondi “privati” degli atenei come tasse o sovvenzioni private, saranno gli unici ad essere lasciati separati (corrispondenti al 40% del totale a Padova). Ne consegue un aggravio amministrativo, dato che i soldi depositati in Banca d’Italia potranno essere utilizzati con degli sbarramenti, ma soprattutto non ci saranno più interessi attivi, perché il deposito sarà infruttifero, e si perderà ogni autonomia nella gestione, poiché ogni prelievo, sopra una certa cifra, dovrà essere autorizzato dal ministero.

Insomma: i soldi delle università serviranno a produrre liquidità immediate per le banche in crisi invece che a garantire quell’autonomia finanziaria degli atenei che il governo dice di voler promuovere. Noi la crisi la stiamo già pagando.

Ci rendiamo conto della necessità, in tempi difficili per tutti, di dover fare dei sacrifici. Riteniamo però che risparmiare sulla formazione e la ricerca significhi negare a una generazione di italiani la possibilità di acquisire contenuti culturali e valori sociali in grado di garantire sviluppo futuro del nostro paese.


Giovedì 23 a Padova sospensione della didattica

ottobre 20, 2008

Il Senato Accademico di oggi (20 ottobre) ha deliberato che giovedì 23, dalle 10 alle 13, le lezioni saranno sospese e in ogni facoltà sarà organizzata una assemblea con lo scopo di approfondire le tematiche e organizzare gli studenti.

Il Sindacato degli Studenti sarà in prima linea, a breve su queste pagine aggiornamenti sui luoghi delle assemblee.

SU LA TESTA!