Nasce Link-coordinamento universitario

maggio 17, 2010

Venerdì 14 maggio si è tenuta, nelle strutture dell’ex-manicomio romano di Santa Maria Della Pietà, l’assemblea nazionale fondantiva di LINK-coordinamento universitario

Presenti all’assemblea delegati provenienti da 14 atenei italiani.  LINK, infatti, possiede già un discreto numero di gruppi organizzati da circa un anno, tempo trascorso dal concepimento al momento fondativo di questa giornata.

accogliendo la testimonianza delle occupazioni di Scienze Politiche e Matematica a Bari e di Lettere a Siena, gli studenti e le studentesse di LINK hanno ribadito la propria critica al ddl Gelmini di riforma dell’università, che completa il processo di privatizzazione in atto da ormai un decennio con l’ingresso dei privati nei cda degli atenei, la delega per riformare il diritto allo studio al risparmio e la precarizzazione totale della ricerca.

Particolarmente significativa è l’esperienza di Bari, dove il referendum autogestito dagli studenti contro l’aumento delle tasse proposto dal rettore ha coinvolto oltre 4000 studenti, facendo concorrenza ai seggi “ufficiali” per il Cnsu.

LINK-Coordinamento Universitario è solidale con gli studenti e le studentesse in protesta, sostiene le occupazioni delle facoltà e le proteste dei ricercatori che si susseguono in tutti gli atenei e invita tutti gli universitari italiani ad attivarsi fin da subito e a partecipare alla settimana di mobilitazione unitaria di studenti, dottorandi, precari, ricercatori, docenti e personale-tecnico-amministrativo prevista dal 17 al 22 maggio.


Ma cos’è Link?

E’ un’associazione nazionale, un sindacato unitario degli studenti universitari, slegato da partiti politici e da logiche di centralità direttiva ma anche da un’idea di “estetica del conflitto”, cioè di proteste spettacolari ma quasi esclusivamente fini a sé stesse. Questi due rifiuti, evidentemente, derivano da una precedente militanza di alcuni membri di LINK in gruppi come l’UDU (Unione Degli Universitari), fortemente legati a partiti politici e molto centralizzati a livello direttivo, e da un’esperienza diretta dei limiti delle proteste messe in atto dall’Onda.

Gli obiettivi che LINK si pone sono di natura diversa: da un lato battaglie concrete per il diritto allo studio e all’accesso, come il fatto che tutti gli studenti considerati “idonei” a ricevere una borsa di studio debbano riceverla, come la proposta di produrre abbonamenti gratuiti per i mezzi pubblici a tutti gli studenti, siano essi residenti o non-residenti nel luogo di studio, e ancora altri problemi, tutti legati alla possibilità di garantire il compimento di un percorso di studi a ragazzi di qualunque censo; dall’altro lato battaglie più ampie e di ampio respiro, come l’opposizione al modello scolastico propagandato in questi ultimi anni dai governi che si sono succeduti e che, direttamente o indirettamente, si richiamano al modello americano delle poche università di prestigio, spesso private o ampiamente privatizzate e con costi per gli studenti a volte molto alti.

Grandi obiettivi, insomma, per un gruppo di ragazzi che si sentono, come recita lo slogan dell’assemblea fondante, “liberi di solcare il mare”. Non resta che aspettare ed osservare quale rotta prenderà questa nuova impresa.

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422 Borse di Studio non pagate agli studenti: i soldi sono finiti

dicembre 14, 2009

Con un enorme ritardo dato dalla lentezza della regione Veneto a corrispondere i soldi necessari,  l’università ha pagato la terza assegnazione delle borse di studio dell’anno accademico 2008/2009…

… peccato che i soldi non siano stati sufficienti a coprire tutti gli idonei al concorso, per cui 422 studenti e studentesse con i requisiti di reddito e di merito necessari per aggiudicarsi la borsa di studio, resteranno senza soldi.

Ancora una volta abbiamo davanti agli occhi l’assurdità di un diritto negato proprio a chi ne ha bisogno, in mesi durante i quali non si parla che di “spostare fondi per il diritto allo studio dentro al fondo di merito”, provvedimento che comporterebbe l’ulteriore riduzione del numero di beneficiari di borsa.

Crediamo che il diritto allo studio, garantito dalla nostra costituzione, non debba essere solo una facciata che rettore, presidente della regione e governo usano per sedare la popolazione studentesca, dando un’apparenza di equità che invece è negata nei fatti.

Chi risulta vincitore in un concorso per le borse di studio non può sentirsi dire (con più di un anno di ritardo) “mi dispiace, i soldi sono finiti”.

Il Sindacato degli Studenti si oppone fermamente alla decisione di non procedere ad un’ulteriore assegnazione delle borse di studio, e chiede a gran voce che, nel caso in cui la regione non corrisponda i fondi necessari, l’ateneo si faccia carico della copertura di tali spese.

Ci impegnamo a portare nei luoghi di  confronto degli studenti questo problema, per arrivare a discutere con forza e determinazione negli organi accademici un provvedimento atto a sanare questa grave mancanza.

Ribadiamo ancora che, con i provvedimenti del governo atti a distruggere il diritto allo studio e a privilegiare premi basati su un “merito fasullo”, questi problemi non potranno che amplificarsi, andando a creare un enorme gap fra gli studenti che avranno diritto alle borse di studio e coloro che potranno effettivamente usufruirne.


Diritto allo Studio

febbraio 9, 2009

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Cosa abbiamo fatto nell’ultimo triennio

febbraio 5, 2009

· Diritto allo studio

· Lotta per l’eliminazione del vincolo del 3% sul fondo per le borse di studio che la Regione Veneto ha ingiustamente stabilito per gli studenti extra-UE. Gli studenti extracomunitari non riescono a percepire la borsa di loro diritto e risultano pertanto discriminati. Per questo motivo abbiamo chiesto all’Università di coprire le borse di studio per gli studenti extra-UE in stato avanzato di carriera che, a causa del vincolo del 3%, non avrebbero più percepito la borsa sebbene idonei

· Da anni Ministero e Regione ritardano lo stanziamento dei fondi per le borse di studio. Siamo così arrivati alla paradossale e costosa situazione per cui i benefici vengono erogati in quattro assegnazioni e con più di un anno di ritardo, dando luogo a una violazione indiretta del diritto allo studio; la borsa di studio perde quindi il proprio significato di accesso e sostegno allo studio venendosi a configurare come mero rimborso spese. Abbiamo quindi avanzato la richiesta che il Ministero tenga fede alle linee guida concordate con le Università e le agenzie per il diritto allo studio, le quali prevedono il pagamento degli idonei in un’unica assegnazione. Questo permetterebbe sia un risparmio dei costi amministrativi, sia maggiori stanziamenti per gli anni a venire sia, soprattutto, una più sincera tutela del diritto allo studio.

· Quest’anno, per la prima volta, 156 studenti idonei non percepiranno la borsa di studio cui hanno diritto per esaurimento fondi. Abbiamo chiesto e ottenuto dal Rettore, in sede di approvazione del bilancio, di reperire i fondi necessari e di pagare tutti gli idonei.

· Il nuovo quadro legislativo che regola il rinnovo dei permessi di soggiorno per studio (durata annuale) ha portato a: triplicazione dei costi, estremo ritardo nei tempi di rilascio, alta percentuale d’errore sulle domande, innalzamento dei requisiti economici per il rinnovo, assicurazione con copertura irrilevante. Abbiamo richiesto e ottenuto la riattivazione dello sportello SAOS, precedentemente disattivato. Inoltre, il nostro progetto prevede di: istituire, presso le questure, uno sportello dedicato agli studenti; migliorare i servizi offerti dal SAOS; creare un collegamento più efficiente fra tutti gli uffici interessati in modo che sia chiaro per lo studente a chi rivolgersi in caso di necessità. Richiediamo poi, agli organi statali di riferimento, di porre attenzione alla condizione degli studenti extracomunitari, in particolare il cambiamento dei requisiti economici.

· Diritto all’accesso

· Riteniamo che non debba essere negato il diritto all’accesso agli studi universitari. Per questo motivo, presentiamo annualmente ricorsi a prezzo accessibile per Scienze della Comunicazione e per tutte le facoltà a numero chiuso. Aderiamo inoltre ai ricorsi nazionali per la Facoltà di Medicina e Chirurgia.

· Constatiamo l’inutilità e l’ingiusto guadagno dell’Ateneo per le prove obbligatorie di cultura generale che non pregiudicano l’iscrizione e che si svolgono a partire da quest’anno accademico al costo di 26 euro per studente. Come è possibile che che a soli due mesi dall’aver sostenuto l’esame di maturità si debbano ritestare, ad esempio per la Facoltà di Lettere e Filosofia, i requisiti minimi di cultura generale?

· Università come servizio agli studenti

· Abbiamo presentato, realizzato e finanziato con un fondo a gestione concordata tra Università e studenti, il progetto riguardante l’apertura serale della biblioteche, in collaborazione con il CAB e gli uffici amministrativi. Ad oggi, la biblioteca Metelli di Psicologia garantisce l’apertura serale, dal lunedi al giovedi fino alle ore 22.45, e di quella di Storia fino alle ore 20. Sono state inoltre individuate altre biblioteche che potrebbero garantire l’orario prolungato.

· Abbiamo insistito e ottenuto il riconoscimento amministrativo degli studenti lavoratori, riuscendo a creare un percorso di studi differenziato che tenga conto dei tempi studio-lavoro: è stata garantita loro la possibilità di conseguire il titolo di studio in un tempo doppio di quello previsto, senza essere considerati fuori corso, e di pagare in proporzione gli stessi contributi di un iscritto a tempo pieno

· possibilità per gli studenti di usufruire di “spazi aperti”

· Didattica

5 appelli d’esame garantiti a tutti gli studenti (eliminazione della possibilità per i docenti di istituire il “salto d’appello”)

legge 270, monitoraggio applicazione del nuovissimo ordinamento

· Statuto di Ateneo

· Abbiamo partecipato alla stesura del nuovo Statuto d’Ateneo. Siamo riusciti a cambiare la composizione del Consiglio degli Studenti, organo istituzionale che rappresenta gli studenti di tutte le facoltà, facendovi partecipare sia i rappresentanti del Comitato pari opportunità sia il rappresentante degli studenti disabili.

· In quella sede ci siamo battuti contro il rafforzamento degli organi esecutivi, consigli di presidenza e rettorato, perchè non garantiscono né la partecipazione né il controllo di tutte le componenti accademiche.

· Ci siamo fermamente opposti alle ingiustificate proroghe di mandato e all’allungamento, da tre a quattro anni, delle cariche uninominali (direttori di dipartimento, presidenti dei corsi di laurea, presidi,rettore).

· Abbiamo contestato l’ istituzione della Consulta del territorio formata da membri esterni, tra cui enti privati grandi finanziatori, associazioni imprenditoriali e consorzi privati, che ha ampi poteri consultivi, di fatto di indirizzo, sulle questioni di programmazione, sviluppo ed economiche dell’università.

· Ci siamo opposti al processo di semplificazione delle modifiche statutarie.

· Per i motivi elencati ci siamo opposti all’approvazione del nuovo statuto, e di conseguenza al nuovo modello di università che presenta. Purtroppo il risultato atteso è svanito per un solo voto a favore del rettore gentilmente (?) concesso proprio da una rappresentante degli studenti che ha improvvisamente cambiato idea sul da farsi.

· Elezioni studentesche

Il rappresentate degli studenti disabili era una figura informale che presenziava solo alla commissione disabilità ed handicap. Non era quindi sentito dagli organi di Ateneo per le questioni di edilizia, diritto allo studio, valutazione dei servizi né poteva pertanto proporre istanze per il miglioramento della condizione studentesca.

In collaborazione con gli studenti interessati abbiamo chiesto che venisse riconosciuto ufficialmente

il suo ruolo e che , per questo, fosse il referente d’Ateneo per le questioni sulla disabilità in modo da garantire la più ampia conoscibilità e partecipazione.

Ora il rappresentante è organo d’ateneo, partecipa al consiglio degli studenti e le sue elezioni si svolgono in contemporanea con le elezioni generali.

voto contrario a entrambe le proroghe sulle date delle elezioni studentesche, che hanno fatto sì che esse si tengano a marzo 2009 anziché a maggio 2008

· Studenti disabili

riconoscimento rappresentante studenti disabili

· iniziative studentesche a carattere generale

summer student festival, pulse, mondayscreen in collaborazione con asu

· protesta contro il decreto legge 133 e contro la riforma Gelmini

partecipazione al movimento senza sigle e senza rivendicazioni di merito

mediazione e avanzamento delle proposte del movimento in sede istituzionale

· Sportello per studenti presso la sede dell’ASU

consulenza nella risoluzione di problemi legati al diritto allo studio e all’accesso

consulenza legale gratuita sulla casa


O la borsa o la vita… Quando vedremo erogata la terza assegnazione?

novembre 6, 2008

PETIZIONE PER IL PAGAMENTO DELLE BORSE DI STUDIO

Cogliamo l’occasione di parlarvi della spiacevole situazione del pagamento delle borse di studio dell’anno accademico 2007-2008. Oramai questo è diventato un nefasto appuntamento di stagione.

Ogni anno il Miur stanzia alle Regioni un fondo per il diritto allo studio che viene da queste utilizzato secondo un piano annuale di intervento per il diritto allo studio in cui rientra il pagamento delle borse.

La situazione di Padova costituisce un’eccezione rispetto a quanto avviene negli altri atenei. Infatti la redazione delle graduatorie degli idonei e l’erogazione della borsa sono servizi effettuati dall’università anziché dall’Esu.

Il pagamento negli ultimi anni è avvenuto mediante più assegnazioni successive. La prima di queste viene erogata solitamente a dicembre, la seconda e la terza rispettivamente a marzo e luglio.

Nell’anno accademico 2007/2008 si è di nuovo verificata una situazione incresciosa e
intollerabile in quanto la terza assegnazione è stata lungamente rinviata: le borse verranno pagate, se va bene, non prima della fine di novembre. Leggi il seguito di questo post »