NO AL CNSU, SÌ ALL’ALTRARIFORMA!

Il Sindacato degli Studenti, d’accordo con le altre realtà appartenenti a Link – coordinamento universitario, la realtà nazionale che sta contribuendo a costruire, ha deciso di non partecipare alle elezioni per il CNSU (Consiglio Nazionale Studenti Universitari). Questo perché secondo noi si tratta di un organo inutile e non democratico. Inutile perché è solamente consultivo e il governo spesso e volentieri decide di consultarlo a giochi già fatti o talvolta quando la norma è già stata approvata. Non democratico perché eleggere pochi rappresentanti nazionali in 4 megacollegi impedendo cosi’ alle realtà locali realmente radicate di far sentire la propria voce e agli studenti di avere un rapporto diretto con i loro rappresentanti.

Con questo non vogliamo dire di essere contrari alla rappresentanza. Secondo noi la rappresentanza può essere uno strumento utile per difendere i diritti degli studenti, è per questo che partecipiamo alle elezioni degli organi di ateneo. Ma è utile solo se ci può essere un rapporto diretto con gli studenti, con i loro bisogni, con i loro desideri, in libere assemblee. Sostenere un proprio compagno di corso per far sentire la propria voce è un conto. Delegare qualcuno che non si è mai visto, che studia in un altro ateneo ed è stato catapultato qui dal suo partito è un altro. Il nostro modello di rappresentanza è democratico e partecipato, mentre il Cnsu favorisce la burocratizzazione della rappresentanza, la sua trasformazione in una piccola casta autoreferenziale in cui politicanti in erba si allenano per il futuro.

I nostri non sono solo slogan, parliamo per esperienza: in passato abbiamo eletto nostri rappresentanti all’interno del Cnsu, e sono stati proprio loro a descriverci quanto fosse frustrante partecipare a inutili, interminabili riunioni sul nulla, per dare pareri ininfluenti a norme già approvate.

Diversa è invece la rappresentanza negli organi d’ateneo, nei quali, seppur con mille difficoltà, siamo riusciti e riusciamo ancora oggi ad ottenere dei miglioranti per la condizione dello studente. Molte volte abbiamo fermato gli aumenti delle tasse o ottenuto più appelli d’esame, con battaglie dei nostri rappresentanti, sostenute dalla mobilitazione di tutti gli studenti. E durante le mobilitazioni dell’Onda, mentre noi eravamo in assemblea d’ateneo insieme a tutto il movimento, i nostri rappresentanti nei Senati accademici portavano quelle proposte all’interno del palazzo, dando più visibilità e forza alla nostra protesta. Qualcuno si è mai accorto dell’esistenza del Cnsu, in quell’autunno? Qualcuno si è mai accorto di un risultato ottenuto dal Cnsu? Al contrario: quell’organo viene spesso utilizzato dal governo, in periodi di mobilitazione, per fingere di consultare gli studenti e delegittimare la protesta.

Secondo noi a livello nazionale c’è bisogno di uno spazio realmente democratico, in cui ci siano rappresentanti di tutti gli atenei che rispondano direttamente agli studenti. E soprattutto rivendichiamo il diritto a convocare referendum studenteschi nazionali, in cui tutti gli studenti e le studentesse si possano esprimere direttamente sulle decisioni che li riguardano, senza delegare i loro diritti a pochi burocrati selezionati.

Probabilmente la nostra scelta va contro i nostri stessi interessi economici:come associazione ci converrebbe tentare di eleggere dei rappresentanti portando cosi’ a casa un bel po’ di soldi con i gettoni di presenza. Ma per gli studenti, purtroppo, no. Quell’organo è inutile e non democratico, bisogna avere il coraggio di dirlo e di far seguire i fatti alle nostre parole.

“Cambiare il CNSU da dentro”? Ci abbiamo provato, e più di una volta. Ma, purtroppo, non funziona così. Dentro quell’organo si mescolano gli interessi del governo, delle lobby come Comunione e Liberazione e delle giovanili di partito: a loro fa comodo che sia così, quindi lì dentro non ci sono i numeri e le condizioni per cambiarlo. Le liste che si presentano sanno questo.

Molte volte abbiamo chiesto il voto agli studenti per entrare in quell’organo e cambiarlo, e potremmo tranquillamente continuare a farlo. Potremmo accettare di entrare nel Cnsu mantenendo le nostre critiche a quell’organo, come fanno altri. Ma preferiamo rinunciare a candidarci, questa volta, per denunciare pubblicamente la questione con la massima forza e coerenza.

La scelta del boicottaggio ha diversi obiettivi:serve prima di tutto ad essere onesti con gli studenti e con noi stessi, a non fare promesse di cambiamento che non sarebbero mantenute, a far seguire alle nostre parole dei fatti concreti, anche se per un’associazione è una scelta scomoda e costosa.

E poi serve a manifestare un dissenso, a far vedere a tutti, governo compreso, che c’è chi non si presta al gioco e vuole cambiarlo. A squarciare il velo di ipocrisia che circonda la rappresentanza universitaria nazionale e a raccontare agli studenti le cose come stanno.

Il boicottaggio delle finte elezioni è uno strumento tipico dei movimenti democratici contro tutti i regimi. Serve a mostrare il vero volto che si nasconde dietro alla farsa elettorale, e a porre le basi per una vera democrazia. Oggi siamo solo noi a farlo, mentre tanti altri, che pure dicono che il Cnsu va cambiato, continuano a candidarsi. Magari la nostra scelta farà venire un po’ di coraggio anche a loro, la prossima volta. Se tutte le realtà studentesche avessero il coraggio di dire NO a questa sceneggiata, se ci fosse una mobilitazione unita e compatta, allora sì che le cose potrebbero cambiare.

Ma le cose non stanno così. Le altre associazioni studentesche vi chiedono i voti per mandare qualche rappresentante a Roma, lasciando perdere tutto il resto per un mese, noi continuiamo il nostro impegno quotidiano per i diritti degli studenti in tutti gli atenei, e vi chiediamo una firma per sostenere l’Altrariforma, cioè la nostra proposta per cambiare dal basso l’università italiana. Abbiamo preparato un elenco di idee, concrete e realizzabili, con cui vogliamo smascherare il gioco del governo, che dietro la maschera delle “riforme” e dell’”innovazione” nasconde l’alleanza tra baroni e aziende per spartirsi l’università pubblica. Sottoscrivendo l’Altrariforma in tutti gli atenei d’Italia  dimostreremo che gli studenti e le studentesse non sanno dire solo di no e che un’università diversa è possibile.
Saremo presenti con i nostri banchetti per la raccolta firme in molte facoltà e mense. Oppure vieni a trovarci nella nostra sede, via Santa Sofia 5, vicino alle mensa S. Francesco!

Qui il testo integrale dell’altrariforma: www.altrariforma.it

Alcune proposte per Padova:

1.Contribuzione studentesca. Contrarietà alla proposta dell’ateneo dell’introduzione di un aumento delle tasse basato su un sistema di multe e premi in base ad un coefficiente di merito.

Secondo noi un sistema di tassazione deve essere basato su criteri di progressività e di equità, come stabilito dall’art. 53 della Costituzione. Chiediamo che a Padova venga mantenuta una tassazione basata su tali criteri, escludendo ogni forma di contributo dipendente da altri fattori. Siamo favorevoli ad eventuali premiazioni del merito, che tuttavia tengano conto della situazione economica dello studente, e che siano ben distinte dal sistema di contribuzione studentesca.

2. Trasporti. Stipulazione di una convenzione tra l’Università di Padova e l’APS per il trasporto urbano, e tra l’Università di Padova e la SITA per i trasporti nella tratta da Padova-Legnaro. Chiediamo che vengano previste delle agevolazioni  per gli studenti nei trasporti urbani ed extraurbani; in particolare per la tratta per l’Agripolis, chiediamo anche un aumento delle corse.

3. Piste ciclabili e sicurezza stradale. Firma di un accordo col comune di Padova per l’implementazione delle piste ciclabili nelle aree cittadine e la sicurezza stradale. Chiediamo che vengano realizzati nuovi percorsi ciclabili e che quelli già presenti siano migliorati.

4. Studenti-lavoratori. Istituzione di un accordo territoriale con le associazioni degli esercizi pubblici per la creazione di un contratto di lavoro per studente universitario che preveda la possibilità di coordinare studio e lavoro secondo le reali esigenze dello studente. Promuovere una forte campagna per l’adozione di tale contratto attraverso vantaggi per i datori di lavoro e per gli studenti assunti.


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5 Responses to NO AL CNSU, SÌ ALL’ALTRARIFORMA!

  1. Paolo M. ha detto:

    Ciao. Mi potreste spiegare meglio qualche esempio concreto in cui il cnsu non ha funzionato, o è stato evidente che era inutile? Perché io ho cercato un po’ in internet e per esempio con l’ultimo ministro prima della Gelmini, Mussi, ho trovato spesso che i consiglieri sono stati ricevuti, hanno potuto parlare ecc. Non dipende un po’ dalla volontà dei singoli ministri se ascoltare gli studenti o no? Alla fine come in tutte le cose se non ti vogliono ascoltare trovano il modo di farlo comunque, però se non si va alle elezioni si lascia campo libero a quelli che già fanno finta di essere dalla parte degli studenti e gli si da modo di legittimare ancora di più le scelte del governo.
    Grazie. Paolo

  2. masaccio ha detto:

    In realtà si fa prima a trovare gli esempi in cui è stato utile… Certo, Mussi riceveva i consiglieri, ma contemporaneamente chiedeva il parere al Cnsu sul suo decreto di riforma dopo che quel decreto era già stato firmato…
    Comunque hai ragione tu: dipende dalla buona volontà del ministro. Ma un ministro di buona volontà troverà sempre il modo di consultare gli studenti. I problemi arrivano nel caso in cui gli studenti non sono d’accordo…
    Noi non lasciamo campo libero a CL: in questa campagna elettorale siamo ben presenti, con le nostre proposte per l’Altrariforma. Ma abbiamo voluto sottrarci alle candidature in segno di protesta contro la mancanza di democrazia di quest’organo. Il punto è questo: ci sono mille motivi per non boicottare, per partecipare sempre. Ma in questo modo niente cambierà mai. O noi facciamo, almeno per una volta, un sacrificio per porre con forza il problema all’attenzione dell’opinione pubblica, o questo problema continuerà a essere ignorato.

  3. Marnie ha detto:

    Vedo un sacco di studenti che si mobilitano per queste elezioni nazionali, perchè il Sindacato non fa banchetti informativi per spiegare meglio perchè non dovremmo votare?

  4. Al seguente link potrete leggere l’articolo “LINK – Il varo di un sindacato” riguardo all’assemblea nazionale fondante del movimento LINK

    http://www.letterefilosofia.it/2010/05/link-il-varo-di-un-sindacato/

    Ufficio stampa de “Il Giornale di Letterefilosofia.it”
    redazione@letterefilosofia.it

  5. A. B. ha detto:

    Si vuole un università migliore estraniandosi dalla partecipazione alla rappresentanza, a mio avviso è una delle azioni più controproducenti. Ci si batte per più appelli, quando se date uno sguardo al resto del mondo o alle università migliori, se un’esame non lo superi al massimo entro due tentativi vieni cacciato, perché l’università non nasce come una forma di istruzione base, ma come una forma di istruzione ‘extra o non obbligatoria’, quindi solo per chi ha capacità e voglia. Inoltre, si sollevano sempre e solo i soliti problemi, le solite problematiche legate alle tasse, le piste ciclabili, gli studenti lavoratori e la ricerca, senza minimamente preoccuparvi della formazione degli studenti. Ma è certo, che un problema così grave, come appunto la formazione, non viene minimamente preso in considerazione, perché non va contro un partito o un ideologia, bensì concerne il puro intelletto e buon senso, che, a volte manca.

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