NUOVO SITO

giugno 15, 2010

PER CHI ARRIVASSE IN QUESTA PAGINA CERCANDO “ATENEO STUDENTI PADOVA” NON SIAMO NOI! TUTTAVIA VI RICORDIAMO CHE

ATENEO STUDENTI E’ LA LISTA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE

http://it.wikipedia.org/wiki/Comunione_e_Liberazione

DIFFIDATE DI CHI NON VI DICE CHI E’

RIPETO: NON SIAMO NOI ATENEO STUDENTI PADOVA

Abbiamo voluto molto bene a questo blog, che è nato a settembre 2008, agli albori dell’Onda, e ci ha accompagnato per oltre un anno e mezzo, e non escludiamo di usarlo, ancora in futuro.

Per ora, però, ci trasferiamo in un nuova casa, più ampia e confortevole:

www.sindacatodeglistudenti.org

Ci vediamo di là!


Il Sindacato contro l’aumento delle tasse

giugno 8, 2010

Mozione sulla proposta di aumento della contribuzione studentesca

Il Sindacato degli Studenti intende esprimere fortissima perplessità e disappunto per la manovra di aumento delle tasse presentata dall’amministrazione a questo senato accademico e posta oggi in discussione.

In nessuna università del nostro paese si è mai proceduto ad una revisione della contribuzione studentesca di tale portata nel giro di così poco tempo: questo, oltre a denotare una visione della rappresentanza studentesca svuotata del suo valore fondamentale di interlocutore necessario, è sintomo della volontà di questa università di coprire i buchi di bilancio attraverso il più comodo dei provvedimenti, andando a scaricare sulle spalle degli studenti e delle loro famiglie la responsabilità del governo e di questa amministrazione, che non ha voluto mettersi a un tavolo per fare un’analisi attenta e dettagliata degli sprechi e scegliere con tutte le parti che compongono la nostra università quale strada intraprendere per superare questo momento di crisi.

Facendoci forti dell’enorme appoggio ricevuto dagli studenti, che in centinaia hanno firmato una petizione per favorire una soluzione concordata fra rettorato, professori, tecnici e studenti per risolvere l’attuale situazione finanziaria, e di fronte all’imposizione di questa manovra, per la quale ci viene chiesto di votare prima ancora di aver avuto un confronto con gli studenti che noi rappresentiamo,  non possiamo che chiedere a gran voce il ritiro di questa delibera e la costituzione di un gruppo di lavoro aperto per analizzare il bilancio e individuare i sacrifici che tutte le parti dell’ateneo sono tenute a fare per contribuire alla prosecuzione delle attività fondamentali della nostra istituzione.

Inoltre sottolineiamo come l’aumento previsto, a fronte della diminuzione di FFO introdotta dalla legge 133/08, porti necessariamente nella direzione di sforare il tetto massimo del 20% dello stesso previsto per legge alla contribuzione studentesca. A tal proposito la decisione del Senato Accademico di oggi denota un profilo preoccupante, da un lato per l’aspetto appena sottolineato, cioè il superamento di un limite previsto dalla legge; dall’altro perché pone Padova nel solco che i provvedimenti governativi di questi anni hanno voluto creare nel nostro sistema della formazione, andando a “insignirci” del merito di diventare la terza università pubblica in Italia per contribuzione massima più elevata , sopra a moltissime università private del nostro paese.

Crediamo che senza dialogo reale fra tutte le componenti accademiche non possa esistere un vero progresso per l’ateneo nelle decisioni assunte dagli organi collegiali, che diventano meri luoghi di ratifica delle volontà di chi governa l’università, limitando di fatto ogni potere alle rappresentanze che li compongono.

Nessuna questione di urgenza può consentire a chi detiene le redini del nostro ateneo di assumere decisioni che toccano sessantamila persone senza un minimo di condivisione, procedendo a tappe forzate dalla presentazione all’approvazione definitiva del progetto in un mese.

In questo senso vogliamo gridare un richiamo al senso di responsabilità che tutti noi abbiamo nei confronti dell’istituzione della quale facciamo parte, confermando la nostra disponibilità a un dialogo serio e approfondito per raggiungere decisioni condivise su problematiche così importanti.

Nonostante la nostra posizione relativamente agli emendamenti presentati sia stata di appoggio, nella direzione di tutelare gli studenti delle fasce più basse per garantire il loro diritto allo studio e all’accesso secondo quanto previsto dall’art. 34 della costituzione e di migliorare la posizione degli studenti lavoratori, la manovra presentata e posta in votazione, per quanto tuteli l’equità sociale e accentui la proporzionalità della progressione della contribuzione, desta forte perplessità per l’enorme entità della sua portata e per tutte le ragioni già elencate in precedenza e sufficienti a portarci a esprimere un voto negativo nei confronti di questa proposta.


SUMMER STUDENT FESTIVAL

maggio 27, 2010

Summer Student Festival


Per la nona volta ce l’abbiamo fatta. Sempre più faticosamente. Ad ogni modo, quest’anno l’evento verrà realizzato in uno dei parchi più suggestivi di Padova: La Golena S. Massimo, un parco incorniciato tra due bastioni lungo l’argine del Piovego. L’aspetto affascinante del luogo è il contatto con la natura, un parco in pieno centro cittadino nel quale la flora e la fauna sembrano rimasti immuni dal deturpamento che la cementificazione indiscriminata dovuta ad uno sviluppo non-sostenibile spesso creano. Quindi quando venite a trovarci siate bravi e rispettate la natura che ci teniamo!

Tornando al festival, cosa si può dire? Facciamo finta che non ci conosciate e diciamo che come al solito si caratterizza da un lato per l’organizzazione prettamente studentesca e quindi giovanile e dall’altro lato dalla proposta culturale che riesce a proporre: aggregazione giovanile, integrazione tra studenti, cittadini e stranieri, sostenibilità, valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della città e non solo. Tutto questo grazie alla miscela che gli studenti riescono a comporre nelle tante sfaccettature del festival dove l’evento di richiamo è sicuramente quello musicale. Si ci sono artisti fighi anche quest’anno, state tranquilli.  IL PROGRAMMA COMPLETO LO TROVATE QUI O QUI

Ma ce n’è per tutti: da mostre fotografiche a proiezioni di corti e lungometraggi al teatro per chi ama le arti visive e performative, cibo biologico o a km zero per i golosi, visite guidate del luogo e lezioni gratuite di voga alla veneta per gli sportive e birra per tutti gli altri.

Non c’è un costo d’ingresso, ma all’entrata saranno sempre ben accette offerte che possono aiutare la mission sociale dell’ASU – associazione studenti universitari (il soggetto organizzatore). Perché sappiate che oltre ad avere difficoltà ad organizzare cose fiche come questa abbiamo difficoltà economiche come tutti e soprattutto come tutto il mondo del sociale che è in crisi oltre che economica anche politica (ci vogliono bene solo quando gli facciamo comodo…e forse non ce ne vogliono lo stesso).

Bè in ultimo facciamo i dovuti ringraziamenti ed elogi. Inizio col ringraziare me stesso (Gian) che dio me la mandi buona altrimenti continuerò a bestemmiare (e forse lo farò lo stesso). Lo staff asu tutto, il nostro direttore artistico Sergio, la nostra redazione Uscita di Sicurezza, Il Sindacato degli Studenti, gli organi Maggioni ecc. Esu ed Università per l’indispensabile finanziamento (che non ci basta mai ma ci va comunque bene), Gli AMISSI DEL PIOVEGO per lo spazio e le opportunità che questa collaborazione ci darà, le associazioni che ci supportano e ci aiutano da Legambiente a Greenpeace a Karibu, Mimosa, ISF, Libera, Loguot, Adi, Arciragazzi, Pollaio…


Nasce Link-coordinamento universitario

maggio 17, 2010

Venerdì 14 maggio si è tenuta, nelle strutture dell’ex-manicomio romano di Santa Maria Della Pietà, l’assemblea nazionale fondantiva di LINK-coordinamento universitario

Presenti all’assemblea delegati provenienti da 14 atenei italiani.  LINK, infatti, possiede già un discreto numero di gruppi organizzati da circa un anno, tempo trascorso dal concepimento al momento fondativo di questa giornata.

accogliendo la testimonianza delle occupazioni di Scienze Politiche e Matematica a Bari e di Lettere a Siena, gli studenti e le studentesse di LINK hanno ribadito la propria critica al ddl Gelmini di riforma dell’università, che completa il processo di privatizzazione in atto da ormai un decennio con l’ingresso dei privati nei cda degli atenei, la delega per riformare il diritto allo studio al risparmio e la precarizzazione totale della ricerca.

Particolarmente significativa è l’esperienza di Bari, dove il referendum autogestito dagli studenti contro l’aumento delle tasse proposto dal rettore ha coinvolto oltre 4000 studenti, facendo concorrenza ai seggi “ufficiali” per il Cnsu.

LINK-Coordinamento Universitario è solidale con gli studenti e le studentesse in protesta, sostiene le occupazioni delle facoltà e le proteste dei ricercatori che si susseguono in tutti gli atenei e invita tutti gli universitari italiani ad attivarsi fin da subito e a partecipare alla settimana di mobilitazione unitaria di studenti, dottorandi, precari, ricercatori, docenti e personale-tecnico-amministrativo prevista dal 17 al 22 maggio.


Ma cos’è Link?

E’ un’associazione nazionale, un sindacato unitario degli studenti universitari, slegato da partiti politici e da logiche di centralità direttiva ma anche da un’idea di “estetica del conflitto”, cioè di proteste spettacolari ma quasi esclusivamente fini a sé stesse. Questi due rifiuti, evidentemente, derivano da una precedente militanza di alcuni membri di LINK in gruppi come l’UDU (Unione Degli Universitari), fortemente legati a partiti politici e molto centralizzati a livello direttivo, e da un’esperienza diretta dei limiti delle proteste messe in atto dall’Onda.

Gli obiettivi che LINK si pone sono di natura diversa: da un lato battaglie concrete per il diritto allo studio e all’accesso, come il fatto che tutti gli studenti considerati “idonei” a ricevere una borsa di studio debbano riceverla, come la proposta di produrre abbonamenti gratuiti per i mezzi pubblici a tutti gli studenti, siano essi residenti o non-residenti nel luogo di studio, e ancora altri problemi, tutti legati alla possibilità di garantire il compimento di un percorso di studi a ragazzi di qualunque censo; dall’altro lato battaglie più ampie e di ampio respiro, come l’opposizione al modello scolastico propagandato in questi ultimi anni dai governi che si sono succeduti e che, direttamente o indirettamente, si richiamano al modello americano delle poche università di prestigio, spesso private o ampiamente privatizzate e con costi per gli studenti a volte molto alti.

Grandi obiettivi, insomma, per un gruppo di ragazzi che si sentono, come recita lo slogan dell’assemblea fondante, “liberi di solcare il mare”. Non resta che aspettare ed osservare quale rotta prenderà questa nuova impresa.


NO AL CNSU, SÌ ALL’ALTRARIFORMA!

maggio 6, 2010

Il Sindacato degli Studenti, d’accordo con le altre realtà appartenenti a Link – coordinamento universitario, la realtà nazionale che sta contribuendo a costruire, ha deciso di non partecipare alle elezioni per il CNSU (Consiglio Nazionale Studenti Universitari). Questo perché secondo noi si tratta di un organo inutile e non democratico. Inutile perché è solamente consultivo e il governo spesso e volentieri decide di consultarlo a giochi già fatti o talvolta quando la norma è già stata approvata. Non democratico perché eleggere pochi rappresentanti nazionali in 4 megacollegi impedendo cosi’ alle realtà locali realmente radicate di far sentire la propria voce e agli studenti di avere un rapporto diretto con i loro rappresentanti.

Con questo non vogliamo dire di essere contrari alla rappresentanza. Secondo noi la rappresentanza può essere uno strumento utile per difendere i diritti degli studenti, è per questo che partecipiamo alle elezioni degli organi di ateneo. Ma è utile solo se ci può essere un rapporto diretto con gli studenti, con i loro bisogni, con i loro desideri, in libere assemblee. Sostenere un proprio compagno di corso per far sentire la propria voce è un conto. Delegare qualcuno che non si è mai visto, che studia in un altro ateneo ed è stato catapultato qui dal suo partito è un altro. Il nostro modello di rappresentanza è democratico e partecipato, mentre il Cnsu favorisce la burocratizzazione della rappresentanza, la sua trasformazione in una piccola casta autoreferenziale in cui politicanti in erba si allenano per il futuro.

I nostri non sono solo slogan, parliamo per esperienza: in passato abbiamo eletto nostri rappresentanti all’interno del Cnsu, e sono stati proprio loro a descriverci quanto fosse frustrante partecipare a inutili, interminabili riunioni sul nulla, per dare pareri ininfluenti a norme già approvate.

Diversa è invece la rappresentanza negli organi d’ateneo, nei quali, seppur con mille difficoltà, siamo riusciti e riusciamo ancora oggi ad ottenere dei miglioranti per la condizione dello studente. Molte volte abbiamo fermato gli aumenti delle tasse o ottenuto più appelli d’esame, con battaglie dei nostri rappresentanti, sostenute dalla mobilitazione di tutti gli studenti. E durante le mobilitazioni dell’Onda, mentre noi eravamo in assemblea d’ateneo insieme a tutto il movimento, i nostri rappresentanti nei Senati accademici portavano quelle proposte all’interno del palazzo, dando più visibilità e forza alla nostra protesta. Qualcuno si è mai accorto dell’esistenza del Cnsu, in quell’autunno? Qualcuno si è mai accorto di un risultato ottenuto dal Cnsu? Al contrario: quell’organo viene spesso utilizzato dal governo, in periodi di mobilitazione, per fingere di consultare gli studenti e delegittimare la protesta.

Secondo noi a livello nazionale c’è bisogno di uno spazio realmente democratico, in cui ci siano rappresentanti di tutti gli atenei che rispondano direttamente agli studenti. E soprattutto rivendichiamo il diritto a convocare referendum studenteschi nazionali, in cui tutti gli studenti e le studentesse si possano esprimere direttamente sulle decisioni che li riguardano, senza delegare i loro diritti a pochi burocrati selezionati.

Probabilmente la nostra scelta va contro i nostri stessi interessi economici:come associazione ci converrebbe tentare di eleggere dei rappresentanti portando cosi’ a casa un bel po’ di soldi con i gettoni di presenza. Ma per gli studenti, purtroppo, no. Quell’organo è inutile e non democratico, bisogna avere il coraggio di dirlo e di far seguire i fatti alle nostre parole.

“Cambiare il CNSU da dentro”? Ci abbiamo provato, e più di una volta. Ma, purtroppo, non funziona così. Dentro quell’organo si mescolano gli interessi del governo, delle lobby come Comunione e Liberazione e delle giovanili di partito: a loro fa comodo che sia così, quindi lì dentro non ci sono i numeri e le condizioni per cambiarlo. Le liste che si presentano sanno questo.

Molte volte abbiamo chiesto il voto agli studenti per entrare in quell’organo e cambiarlo, e potremmo tranquillamente continuare a farlo. Potremmo accettare di entrare nel Cnsu mantenendo le nostre critiche a quell’organo, come fanno altri. Ma preferiamo rinunciare a candidarci, questa volta, per denunciare pubblicamente la questione con la massima forza e coerenza.

La scelta del boicottaggio ha diversi obiettivi:serve prima di tutto ad essere onesti con gli studenti e con noi stessi, a non fare promesse di cambiamento che non sarebbero mantenute, a far seguire alle nostre parole dei fatti concreti, anche se per un’associazione è una scelta scomoda e costosa.

E poi serve a manifestare un dissenso, a far vedere a tutti, governo compreso, che c’è chi non si presta al gioco e vuole cambiarlo. A squarciare il velo di ipocrisia che circonda la rappresentanza universitaria nazionale e a raccontare agli studenti le cose come stanno.

Il boicottaggio delle finte elezioni è uno strumento tipico dei movimenti democratici contro tutti i regimi. Serve a mostrare il vero volto che si nasconde dietro alla farsa elettorale, e a porre le basi per una vera democrazia. Oggi siamo solo noi a farlo, mentre tanti altri, che pure dicono che il Cnsu va cambiato, continuano a candidarsi. Magari la nostra scelta farà venire un po’ di coraggio anche a loro, la prossima volta. Se tutte le realtà studentesche avessero il coraggio di dire NO a questa sceneggiata, se ci fosse una mobilitazione unita e compatta, allora sì che le cose potrebbero cambiare.

Ma le cose non stanno così. Le altre associazioni studentesche vi chiedono i voti per mandare qualche rappresentante a Roma, lasciando perdere tutto il resto per un mese, noi continuiamo il nostro impegno quotidiano per i diritti degli studenti in tutti gli atenei, e vi chiediamo una firma per sostenere l’Altrariforma, cioè la nostra proposta per cambiare dal basso l’università italiana. Abbiamo preparato un elenco di idee, concrete e realizzabili, con cui vogliamo smascherare il gioco del governo, che dietro la maschera delle “riforme” e dell’”innovazione” nasconde l’alleanza tra baroni e aziende per spartirsi l’università pubblica. Sottoscrivendo l’Altrariforma in tutti gli atenei d’Italia  dimostreremo che gli studenti e le studentesse non sanno dire solo di no e che un’università diversa è possibile.
Saremo presenti con i nostri banchetti per la raccolta firme in molte facoltà e mense. Oppure vieni a trovarci nella nostra sede, via Santa Sofia 5, vicino alle mensa S. Francesco!

Qui il testo integrale dell’altrariforma: www.altrariforma.it

Alcune proposte per Padova:

1.Contribuzione studentesca. Contrarietà alla proposta dell’ateneo dell’introduzione di un aumento delle tasse basato su un sistema di multe e premi in base ad un coefficiente di merito.

Secondo noi un sistema di tassazione deve essere basato su criteri di progressività e di equità, come stabilito dall’art. 53 della Costituzione. Chiediamo che a Padova venga mantenuta una tassazione basata su tali criteri, escludendo ogni forma di contributo dipendente da altri fattori. Siamo favorevoli ad eventuali premiazioni del merito, che tuttavia tengano conto della situazione economica dello studente, e che siano ben distinte dal sistema di contribuzione studentesca.

2. Trasporti. Stipulazione di una convenzione tra l’Università di Padova e l’APS per il trasporto urbano, e tra l’Università di Padova e la SITA per i trasporti nella tratta da Padova-Legnaro. Chiediamo che vengano previste delle agevolazioni  per gli studenti nei trasporti urbani ed extraurbani; in particolare per la tratta per l’Agripolis, chiediamo anche un aumento delle corse.

3. Piste ciclabili e sicurezza stradale. Firma di un accordo col comune di Padova per l’implementazione delle piste ciclabili nelle aree cittadine e la sicurezza stradale. Chiediamo che vengano realizzati nuovi percorsi ciclabili e che quelli già presenti siano migliorati.

4. Studenti-lavoratori. Istituzione di un accordo territoriale con le associazioni degli esercizi pubblici per la creazione di un contratto di lavoro per studente universitario che preveda la possibilità di coordinare studio e lavoro secondo le reali esigenze dello studente. Promuovere una forte campagna per l’adozione di tale contratto attraverso vantaggi per i datori di lavoro e per gli studenti assunti.



maggio 3, 2010


Buona Liberazione!

aprile 22, 2010