Probabilmente non era razzismo

Dopo alcune ricerche fatte da noi rappresentanti di Scienze Politiche, non ci risulta che l’episodio accaduto nell’aula studio Tito Livio sia a sfondo razziale. Ci scusiamo per non aver approfondito la situazione primadi dare giudizi sulla base dell’articolo letto sul Mattino. La situazione è comunque spiacevole e abbastanza grave. Non appena avremo accertato i fatti li pubblicheremo sul nostro blog.

Rappresentanti del Sindacato degli Studenti – Facoltà di Scienze Politiche

Una Risposta a “Probabilmente non era razzismo”

  1. VALENTINA ZARLENGA Dice:

    Mi auguro con la presente di muovere qualcosa. O almeno di far sentire la mia voce.

    Alle 6 questa mattina è suonata la sveglia.

    Alle 8.30 ho lezione. Frequento la prima facoltà di architettura Ludovico Quaroni, all’Università di Roma Sapienza. Corso di laurea: restauro e conservazione dei beni architettonici.

    IO non posso far tardi.

    Mi preparo ed esco di casa alle 6.40 perchè col traffico di Roma uscir più tardi significa non arrivar proprio, se già, a quest’ ora, l’ impresa: “meta da raggiungere” , è ardua!

    Arrivo puntuale in facoltà e attendo l’inizio della lezione………………………………………. che non verrà mai tenuta. Il DOCENTE non si è visto!

    Mi reco in segreteria per saperne di più, con la tabella oraria delle lezioni stampata dal sito della facoltà, e mi dicono che per il corso di Tecnologie di protezione ambientale che si sarebbe dovuto svolgere dalle 8.30 alle 11.30 è in atto il bando di concorso per l’assegnazione della cattedra.

    Ringrazio l’ addetta alla segreteria della presidenza per la notizia, che altrimenti non avrei mai avuto, e mi reco in aula.

    Sono le 11.00 e deve iniziare la lezione di Gestione del cantiere di restauro architettonico che proseguirà fino alle 14.00.

    Vista l’ esperienza delle ore precedenti ( nonchè dei miei primi due anni da matricola ) mi reco di nuovo in segreteria e chiedo se è possibile contattare il docente per sapere se avrebbe tenuto lezione.

    Gentilmente la segreteria chiama il professore. Quest’ ultimo risponde e Dice che, lui personalmente, non potrà tener lezione; ma che a farlo sarà il suo assistente (CASO STRANO Figlio di:…). E che quindi lezione c’è!

    Torno in aula. Attendo insieme ai miei colleghi…………………………………………………..L’assistente non si è visto!

    Esausta mi reco di nuovo nella segreteria della presidenza di facoltà.

    Presento due esposti nei quali denuncio la situazione.

    Parlo con un professore che, dice di capire la mia presa di posizione, ma che consiglia di rivolgermi al coordinatore del corso.

    Insieme all’ impiegata telefoniamo al Docente incaricato al coordinamento degli insegnamenti. Come al solito l’impiegata trova difficoltà a rintracciare e mettersi in contatto con chi deve.Quando, finalmente ci riesce.

    Spiega l’ accaduto ed emerge che:

    Il primo corso della mattinata NON ESISTE PIù. (Eppure nell’ orario è previsto con tanto di determinazione di orari e giorni nel quale si tiene).

    Il secondo ESISTE e il sù citato coordinatore dice che si occuperà personalmente di far affiggere in bacheca, l’ avviso sull’ insegnamento, che dovrebbe quindi, partire venerdì (oggi è il 30 settembre, venerdì sarà il 2 ottobre)…

    A questo punto firmo gli esposti a mio nome, (incaricandomi quale rappresentante degli studenti, esausti come me).

    Faccio protocollare l’ esposto nella speranza che la situazione rientri nei binari…

    Ecco una tipica giornata Universitaria!!

    E poi ci meravigliamo del fatto che in Italia l’ età dei laureati sia notevolmente aumentata e che il numero dei fuori corso cresca a vista d’ occhio??

    E se io avessi determinato il mio piano di studi includendo la materia di cui solo oggi, casualmente, sono venuta a conoscenza dell’ INESISTENZA??

    E poi parliamo di una scuola meritocratica??

    La mia quotidianità è programmata in base agli impegni universitari proprio per dar a questi priorità, per non “invecchiare” in facoltà e quindi pensionarmi prima di veder il mio attestato di laurea….

    In questa condizione siamo costretti ad andar fuori corso, siamo costretti a disamorarci, a sentirci sconfitti da un sistema inefficiente, che premia i figli d’arte e che non si preoccupa di seguire e gestire correttamente l’ andamento delle cose, ma di puntare il dito e generalizzare!

    Sono stanca di avere solo DOVERI E NESSUN DIRITTO e dico Basta con la speranza di una ventenne, non mi arrendo e mi vergogno di ciò che vedo e sento!

    Grazie per l’ attenzione: VALENTINA ZARLENGA, Roma.

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